LongLake ROAM Festival

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LongLake ROAM Festival
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Il 21, 22 e 23 luglio torna ROAM, tre giorni di musica alternativa internazionale nell’atmosfera intima e avvolgente del Parco Ciani. Un palco vicino al pubblico e un pubblico vicino agli artisti, per vivere appieno l’esperienza della musica suonata dal vivo. 

Ne parliamo con Filippo Corbella, direttore artistico di ROAM.

Cosa significa ROAM?
In inglese il verbo to roam significa vagabondare. Il festival nasce dal precedente Rock and More, e il nome è stato scelto per richiamare quello che accadeva nei giorni di montaggio e soundcheck all’interno del Parco Ciani: tanti passanti e turisti si fermavano incuriositi dal movimento e domandavano cosa stesse succedendo; rimanevano poi sorpresi scoprendo quali fossero gli artisti in cartellone, e che suonassero in quel contesto. L’idea è proprio quella che andando in giro a caso, vagabondando in uno scenario naturalistico un po’ misterioso, tra alberi e cespugli, si arriva a una situazione musicale del tutto speciale.
Sin dalla prima edizione, ROAM ha portato sul palco la musica di qualità e alternativa, che indica non tanto un genere musicale quanto tutto il mondo alternativo al sistema discografico dominante. Negli anni abbiamo portato a Lugano Mark Lanegan, Mac De Marco, Cigarettes After Sex, Aurora, Mogwai, Slowdive, Apparat, per citarne solo alcuni: non musicisti di nicchia, bensì artisti internazionali con una dimensione musicale di ampio respiro.

ROAM è giunto alla quinta edizione: tre giorni e sei artisti della scena internazionale. Il primo ospite è Max Gazzè, celebre cantautore e bassista romano.
Dopo due anni di pandemia abbiamo deciso di tornare in grande e aprire ulteriormente il ventaglio della proposta musicale. Abbiamo scelto di aprire con Max Gazzè, artista dallo stile unico che rispecchia pienamente le caratteristiche di qualità del festival.  

Venerdì sera saliranno sul palco Frah Quintale, cantautore e rapper, e Joan Thiele, cantautrice e producer. Quali saranno le sonorità della serata?
Frah Quintale è un personaggio importante del panorama italiano, che sta guardando al di là dei confini italici; il suo concerto sarà tra l’Hip hop e l’R&B, con guizzi di cantautorato e di pop. Joan Thiele muove i primi passi da un punto di vista discografico, ma ha fatto già diverse cose, come la collaborazione con Myss Keta e la cover di successo di un brano di Drake. È un’artista dalla natura multietnica (madre italiana, padre svizzero, ha vissuto tra Colombia, Canada, Inghilterra), ha girato molto e questo si sente nella sua musica: un R&B contemporaneo, con una forte importanza vocale, immediatamente riconoscibile.

La serata finale vedrà la musica elettronica degli americani Son Lux e della belga Hilke, ma anche l’acustica della sud africana Alice Phoebe Lou. 

I Son Lux sono una band post rock e art pop – quel pop curato e pulito con tante influenze di elettronica. Una band molto prolifica, con 8 album di studio, di cui due di grande successo. Sarà un concerto con sonorità molto profonde, e tanta elettronica. Alice Phoebe Lou porta invece la musica indie classica, eterea, acquatica; i primi passi musicali importanti li ha fatti a Berlino, e la sua canzone “She” è stata candidata nel 2017 come miglior canzone originale ai premi Oscar. Hilke, ex membro del gruppo dream pop belga Amatorski, ha pubblicato alcuni brani elettronici sotto il nome di Hroski. Ora si presenta in tutta onestà con il proprio nome: Hilke. La voce anche nel suo caso resta sempre l’attore dominante di una scena electro/dream pop profonda.

Maggiori informazioni: roamfestival.ch