Si è conclusa settimana scorsa tra gli applausi la programmazione di Rock’n’More, sezione del LongLake Festival dedicata alla musica live. Un’edizione di successo, frutto del perfetto connubio tra scelta artistica internazionale e ambientazione intima, che ha richiamato pubblico anche d’oltre confine. Oltre 3’500 le persone che hanno preso parte a questa edizione.

Bilancio più che positivo, quello di Rock’n’More 2016, che dal 23 giugno al 12 luglio, ha visto susseguirsi sul palco del Boschetto Ciani una line up di artisti d’eccezione, tra i massimi della scena musicale alternativa / americana / world: Israel Nash, Jacco Gardner, Hindi Zahra, Bill Ryder-Jones, Adam Green, Mac DeMarco, Songhoy Blues, Kurt Vile & The Violators, e ancora The Field e Rival Consoles nell’ambito di Elettrolake. Un cartellone internazionale, arricchito dai concerti collaterali nell’ambito di Wor(l)ds del duo acustico La Scapigliatura e quello di Carmine Torchia.

A contribuire al successo, è stata indubbiamente la particolarità dell’ambientazione: la nuova location del Boschetto, allestita ad hoc tra gli alberi del Parco Ciani, ha ricreato un suggestivo ed intimo salottino all’aperto consacrato alla buona musica. Con i suoi originali arredamenti retrò, il Boschetto è riuscito a trasformare l’ascolto dei concerti in un’esperienza speciale, da ricordare.

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Due fattori vincenti, che congiunti hanno delineato chiaramente il carattere della proposta, che nelle nove sere di programmazione ha richiamato molto pubblico anche fuori dai confini ticinesi. Unicamente i numeri delle prevendite, parlano di una presenza ticinese pari al 28%, mentre il 23% proveniva dalla Svizzera tedesca, il 15% dalla Svizzera francese, il 31% dalla vicina Italia e il 3% da Spagna, Germania e Austria. In totale quindi il 28% pubblico prenotato era “di casa”, contro una maggioranza del 72% dal resto della Svizzera e di provenienza internazionale. Grande soddisfazione nelle parole di Filippo Corbella, direttore artistico del Rock’n’More: «Rock’n’More quest’anno è stato incredibile.

La line up è stata una di quelle che raramente capita di vedere sui cartelloni, una direzione chiara, netta, coerente, ed entusiasmante, perché i nomi che ci sono stati sono tra i nomi più importanti della scena folk americana e alt-indie mondiale, artisti  che non si vedono così spesso live, artisti che si contendono tutti i più grandi Festival internazionali.

Lugano in questi giorni si è trasformata, e posso dirlo con schiettezza oggettiva e privo di presunzione, in una città di artisti, una città internazionale. L’entusiasmo sta nell’essere riusciti a fare una line up così e a contestualizzarla in una cornice unica (quella del Boschetto Ciani) che ti fa sentire a casa, fra amici, e nell’aver visto tanta gente venire da lontano. Sentire parlare in inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese, olandese è stata la prova più bella che quello che abbiamo fatto risponde al desiderio di molta gente!

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Questa cosa conferma una verità forse ovvia e banale, che il turismo dipende specialmente dalle proposte che si fanno, che la cultura, perché di questo si parla, muove la gente. Non si è fatto intrattenimento, non si sono fatte attività ricreative, si è fatto cultura, perché la musica “popolare” è cultura del popolo.

Un altro punto di forza è stata l’accessibilità dell’offerta. Il biglietto è essenziale per dare un valore alla proposta, ma la responsabilità di una città sta anche in questo, offrire cultura accessibile. La maggior parte dei concerti che abbiamo proposto, in altri paesi costavo fra i 40 e gli 80 euro, i nostri biglietti variavano fra i 12 e i 15 franchi.

Riscontri positivi sono arrivati anche dagli artisti ospiti. Il fatto che il cartellone prevedesse un concerto per sera ha fatto sì che gli artisti avessero dei soundcheck ad hoc, una giornata per sé e soprattutto la certezza che tutte le persone che arrivavano erano lì per loro, sono state le cose più apprezzate. Israel Nash, alla mia domanda dopo il concerto “Com’è andata?” Mi ha risposto: “Mi chiedi com’è andata? Ho suonato in una paese che neanche sapevo dove fosse sulla cartina e ho trovato tutta questa gente qua solo per me, è una delle date più belle che abbia fatto”. Bill Ryder-Jones, Jacco Gardner e Adam Green stanno pianificando le prossime vacanze proprio a Lugano. E Hindi Zahra, vuole ritornare l’anno prossimo a suonare. Solo per citare alcuni degli artisti»