Anche i santi hanno i brufoli

A cura di Wor(l)ds


Teatro

Le nostre nonne raccontavano le vite dei santi, era un rito che si compiva nella quotidianità, in mezzo alle faccende domestiche, mentre veniva steso l’impasto delle tagliatelle, o mentre si spidocchiavano le teste dei bambini. Le festività, i giorni del calendario, le usanze, i rimedi scaramantici contro le malattie, le preghiere per trovare oggetti smarriti, ogni aspetto della vita dei nostri antenati era scandito dalla presenza dei santi. Il mondo moderno è arrivato e ha cambiato tutto, di nonne che raccontano ne son rimaste poche, e insieme alle storie delle vite dei santi è scomparso molto altro nel respiro comune della nostra civiltà. 

“Anche i santi hanno i brufoli” è uno racconto giullaresco dove Giovanni Scifoni, accompagnato dagli strumenti antichi di Maurizio Picchiò, prende in prestito le vite e le opere di quattro grandi personaggi: San Giovanni Bosco, Sant’Agostino, San Giovanni di Dio, Santa Francesca Romana. E insieme a loro ripercorre quei racconti dimenticati, quando nonna parlava e nella nostra immaginazione si costruiva la faccia del santo, e nonna non aveva paura a mescolare realtà e leggenda, mentre le sue mani impastavano farina e acqua la sua voce impastava fatti storici e fandonie stratificate nel tempo, ma magnifiche.

I santi facevano di tutto, sembrano aver vissuto 50 vite, eroi giganteschi in piccoli corpi, sono le gesta di uomini innamorati pazzi, che partono per un viaggio, il viaggio per incontrare il loro innamorato e scoprire qual'è l'impresa che ha affidato loro. È un viaggio inquieto, pieno di peripezie, fallimenti, questi uomini e queste donne non trovano pace finché non arrivano alla fine del viaggio, l'incontro con lo sposo, quando chiudono gli occhi, finalmente, felici, entrano nella stanza del letto nuziale.