Worlds Festival Il Maestro e Margherita (Voland / Pilato / Gli Amanti)

Tre spettacoli autonomi tratti dall’opera di Michail Bulgakov. Regia di Paolo Bignamini


Incontri & Letture

A partire dal capolavoro di Michail Bulgakov, questa riscrittura de Il Maestro e Margherita sposta la vicenda dalla Mosca staliniana alla Milano dei nostri giorni.

Si concentra sui singoli personaggi e ne dipana la storia e il punto di vista da nuovi angoli prospettici; ne stravolge a tratti il linguaggio alternando prosa, versi e musica, arrivando quasi a trasformare il romanzo bulgakoviano in una drammaturgia epica di matrice brechtiana.

Note di regia
La chiave di questo progetto sta per noi nel metodo con il quale ci siamo accostati al romanzo di Bulgakov. Non volevamo farne una riduzione per la scena, ma provare ad affrontarne alcuni aspetti nella loro complessità. Per questo motivo ho proposto una modalità di lavoro suddivisa in tre diversi studi teatrali lungo un intero anno di indagine. Con Fabrizio Sinisi, che si è occupato della drammaturgia, abbiamo voluto attraversare Il Maestro e Margherita rivendicando un punto di vista.

Si tratta di qualcosa di dichiaratamente parziale, ma proposto con l’umiltà di uno sguardo che sentissimo nostro. Ed è per questa ragione che la riscrittura (che avvicina la drammaturgia al presente sia nel tempo - l’oggi - che nello spazio - una Milano trasfigurata) si è resa per noi necessaria. Alla fine, quello che vorremmo restasse de Il Maestro e Margherita è il riflesso su di noi delle potenti forze che interrogano i personaggi di Bulgakov: libertà e destino, amore e sofferenza, Bene e Male.

Da Michail Bulgakov
Drammaturgia: Fabrizio Sinisi
Regia: Paolo Bignamini
Con: Matteo Bonanni, Mario Cei, Federica D'Angelo, Luciano Mastellari
Scene e costumi: Gregorio Zurla
Assistente alla regia: Gianmarco Bizzarri
Consulenza scientifica: Gian Piero Piretto
Un progetto di Gabriele Allevi e Paolo Bignamini
Produzione: Teatro de Gli Incamminati / deSidera
In collaborazione con ScenAperta Altomilanese Teatri
Foto di scena: Stefania Ciocca
Grazie a Francesca Barattini, Carlo Grassi, Anna Maria Testaverde e Tomaso Walliser