Family Festival Brum


Bambini, Teatro & Cabaret

- Come? -
- Brum. -
- Cosa hai detto? -
- Brum. -
- Ah... brum...-
- A dir la verità, non ho capito bene cosa volesse dire... anzi, non ho capito un bel niente.
Sembra il rumore di una macchinina...brum brum brum...
- Eh? ... Niente, non mi guarda nemmeno.-
- Brum.-

Brum è una specie di parola, è un oggetto, è un colore, è una luce, insomma... è. Brum è quella cosa che c’è prima della parola e che di essa ha già tutta la sostanza. E allora, questa specie di parola, per capirla bisogna interpretarla, guardando al di là dell’abitudine.

Esiste un mondo del non detto, che per il bambino è il mondo del non visto, del non toccato, del non masticato, del non ancora scoperto. Un mondo che comincia a due passi dalle braccia della mamma e si dispiega al di là del buio della notte. Che si dispiega quando, con la coda dell’occhio, il bambino guarda indietro, sorride e butta il cuore oltre l’ostacolo.

È in questi territori che si sviluppa il viaggio dello spettacolo, tra i colori delle emozioni e il cielo che piange e ride. Cose concrete da vedere, toccare, masticare, scoprire. Cose che fanno rumore, che fanno male, che prendono vita, che muoiono. Cose che raccontano una storia fatta di tante storie più piccole, curiose ed emozionanti. Una nascita, poi un’altra e un’altra ancora...

A noi adulti tutto questo sembra un po’ strambo, e ci domandiamo: ma che è? Ma stiamo sognando? - Forse, ma un chiave di lettura c’è, (non è l’unica) e ce la dà Antoine de Saint-Exupéry quando scrive: “Non si vede bene che col cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi.”

P.S: Brum vuol dire “ho sete”.

“Brum di Pietro Fenati ed Elvira Mascanzoni della compagnia ravennate Drammatico Vegetale va in questa direzione con risultati di assoluta poesia. Partendo dalle suggestioni visive dell’acqua che si riverberano su una tela bianca, i due attori, accompagnati da una serie di musiche che vanno da Satie a Cage, reinventano una specie di mondo immaginario dove l’infanzia regna sovrana e che si esprime con una sola parola "brum" appunto, moto incomprensibile ma che racchiude spazi interpretativi immensi che il teatro rende visibili.” (Mario Bianchi – EOLO)

“Lu figghiu mutu, la mamma lu capisce. Così si dice da me per raccontare, anche e non solo, di quella superba abilità dei genitori che, d’un tratto, diventano perfetti interpreti dei più arditi suoni emessi dai loro pargoli. Ecco, questo spettacolo si muove in quel territorio della parola non già capace di sgorgare fluida sulle cose, ma, proprio perché ancora imbevuta di suggestioni emotive e ricordi primi, intensamente poetica, capace di senso. Acqua e suoni, tela bianca e colori: un mondo pensato per bimbi dai 2 ai 6 anni, ma capace di accogliere tutti gli adulti che in quello spazio hanno ripreso a cercarsi.” (Giovanna Sasso)

Spettacolo della compagnia Drammatico Vegetale