Classica Festival Musica e poesia della Russia romantica


Musica

Il programma del concerto che apre il Classica Festival è dedicato, con la bellissima voce di Julia Gertseva e il pianismo di Alexander Romanovsky, alla grande musica russa.

Due compositori romantici, Balakirev e Mussorgsky, e due esponenti del tardoromanticismo russo, Tchaikovsky e Rachmaninov, saranno i protagonisti della serata: attraverso i loro capolavori avremo modo di provare la sensibilità e la forza dell’anima russa.

PROGRAMMA

P.Tchaikovsky
"Non ti dirò niente" Op.60 No.2 versi di A.Fet
"Solo chi conosce la nostalgia” Op.6 No.6 versi di L.Mei
"Riconciliazione" op.25 No.1 versi di N.Shcherbina 
"Vi benedico, foreste" Op.47 No.5 versi di A.Tolstoj

P.Tchaikovsky
Dumka Op.59

P.Tchaikovsky
"Ninna nanna" Op.16 No.1 versi di A.Maikov 
"Serenata" Op.63 No.16 versi di K.Romanov
“Se avessi saputo” Op.47 No.1 versi di A.Tolstoj
“Nello splendore del giorno" Op.47 No.6 versi di A.Apukhtin

S.Rachmaninov
Preludio in sol minore Op.23 No.5

- Intervallo -

S.Rachmaninov
"Acque di Primavera" Op14 No.11 versi di F.Tiutchev
"Lillà" Op.21 No.5 versi di E.Beketova
"Mio bianco viso, tinto di rosa" Op.41 No.3 canto popolare russo

M.Balakirev
"Islamey" fantasia orientale Op.18

M.Mussorgsky
"Canti e danze della morte" versi di A.Goleniščev-Kutuzov

1.Ninna nanna
2.Serenata
3.Trepak
4.Il condottiero

ROMANZE TCHAIKOVSKY

A proposito delle composizioni per voce e pianoforte di Ciaikowski, Rostislav Hofmann scrive che alcuni di questi «sono sublimi, altri invece meritano di essere dimenticati. Ad ogni modo fu il primo in Russia a comporre autentici lieder e a operare in quel campo, come negli altri, una sintesi fruttuosa degli apporti musicali e dello stile occidentale». Tra i lieder « sublimi » di Ciaikowski può a tutto diritto figurare l'op. 6 n. 6 su testo di Goethe. «Nur wer die Sehnsucht kennt» (secondo la versione in lingua tedesca) apre con una breve introduzione pianistica alla quale fa seguito, ripetendo il flessuoso disegno melodico della citata introduzione, la prima proposizione vocale. Alle parole «Seh' ich ans Firmament» compare una seconda proposizione che conduce (secondo lo schema consuetudinario del «da capo») alla ripresa del motivo iniziale, condotto, verso la fine, prima al culmine dell'intensità passionale, poi alla concentrata, distensione delle battute conclusive.

DUMKA

Pezzo da concerto più che da salotto, la «Dumka» riproduce nell'episodio centrale le perorazioni e la retorica del pianismo di Liszt. Tratti vacui che non possono appannare la delizia melodica che li incornicia: quell'esordio lamentoso, il cui avvio ci è familiare dalle prime note del «Boris Godunov». Ma ancora una volta, rispetto alla scuola nazionale, Ciaikovski depura il timbro tragico della movenza etnica e ci incanta con la sua metamorfosi nel ballabile romantico, per lui, il solo oggetto degno di idolatria.

PRELUDIO

Il n. 5 (Alla marcia in sol minore) è forse il più famoso dei dieci, non solo per il tipo di scrittura pianistica molto robusta (con accordi fitti e ribattuti e forti accenti sul tempo debole della battuta), ma soprattutto per il modo in cui è costruito, tipico di Rachmaninov. La composizione segue infatti una curva espressiva nella quale l'elemento iniziale (eroico e baldanzoso) viene ripetuto ossessivamente in un crescendo dinamico pieno di energia, interrotto da una parte centrale più cantabile. 

ROMANZE RACHMANINOV

Vessenije vody (Acque di primavera, op. 14 n. 11), è uno dei grandi canti di primavera della storia della musica. La poesia, come quella del Vàren di Grieg, descrive il risveglio e il disgelo del mondo, qui in fase molto più avanzata. Nella sua strepitosa esplosione di canto, poesia e pianoforte sembra unire l'entusiasmo del Lied di Wolf Er ist's (che dice, come questo: "Primavera sei qui!") e la cascata sonora della Frühlingsnacht di Schumann su poesia di Eichendorff. Liszt aveva trascritto per solo pianoforte il Lied di Schumann, e qui Rachmaninoff sembra prendere le mosse da quel pianismo che già a livello tecnico è espressione del contenuto poetico, e il cui virtuosismo è anche virtù. Magistrale, poco prima della fine, è il rallentamento riflessivo del tempo, con la voce che declama il verso "La primavera viene!" e il pianoforte che commenta con intimo slancio vocale. Poi la musica riparte vibrante dall'insinuante pianissimo di poderosi accordi: tutta l'arte del Concerto per pianoforte e orchestra, da Cajkovskij allo stesso Rachmaninoff, si mette al servizio di uno dei più inebrianti finali che la musica vocale da camera conosca, con il precipizio di ottave che sarà poi anche quello conclusivo del Terzo Concerto.

Cosi, circondati da testimoni di ogni altra forma, ecco musica e poesia che gettano ancora una volta alto il loro bouquet, a propiziare non solo il bis, ma sempre nuovi Lieder.

ISLAMEY

Solo nel 1869 la musica per pianoforte russa trova il suo primo capolavoro nella “fantasia orientale” Islamey in cui convengono il profumo esotico della musica popolare caucasica e la tecnica di Liszt per delineare un quadro da concerto brillante, estroverso, di durata di proporzione e di carattere esattamente calcolati in rapporto con un pubblico cosmopolita da catturare e da affascinare. Islamey è una pagina felice, di grande successo internazionale, che dà il via a una fioritura di musiche con le quali i russi, in breve tempo, arrivano a rivaleggiare con i tedeschi e con i francesi. 

MUSSORGSKY

Ogni canzone tratta il tema della morte in maniera poetica, sebbene le raffigurazioni siano realistiche e riflettano esperienze non insolite nella Russia del XIX secolo: la morte nell'infanzia, nella giovinezza, quella di un ubriaco e quella in guerra. L'opera è considerata il capolavoro di Musorgskij in questo genere.

Julia Gertseva mezzo soprano
Alexander Romanovsky pianoforte