Worlds Festival Dimenticando Gaber


Teatro & Cabaret

Gaber è, prima di tutto, poesia, letteratura. I testi di Gaber e Luporini sono innanzitutto prosa. Partendo da questo assunto, interpretarli significa necessariamente, per me, dimenticare Gaber, il suo volto, la sua voce, i suoi ritmi. 

Anni fa, in occasione di una serata di letture, un collega, che ha conosciuto personalmente Gaber ed è amico di Lupori, scoprendo che avrei letto testi di Gaber mi disse "Troppo rischioso... Gaber è Gaber!". Interpretai un testo di Gaber in dialetto napoletano. "Funziona!", mi disse alla fine. Non avevo dubbi. Se un testo non avesse la forza di sopravvivere al suo autore o principale interprete bisognerebbe lasciare, per esempio, i testi di Dario Fo allo stesso Fo, o, in senso più ampio, Shakespeare agli inglesi e Molière ai francesi.

Dimenticando Gaber, titolo in verità poco invitante, vuol proprio riassumere, provocatoriamente, questa idea che ho dell'opera in prosa di Gaber e Luporini, che peraltro scriveva "su misura" per l'amico. Dimenticare Gaber per ricordarlo, per far ri-vivere la sua scrittura. Racconti, quelli che verranno interpretati al leggìo al teatro il Cortile, diversi uno dall'altro, che però si uniformano a un unico interrogativo, sempre attuale: quello di capire a che punto stanno i nostri sentimenti, capire quanto e se sono gonfiati, isterici o veri.

Che cos'è, per esempio l'amore? Ogni volta che diciamo "ti amo" non si sa mai se è vero e quanto. Per dirla con l'autore, il delirio di "mentire e credere" non è raro, quello che conta è sapere quanto si finge e quanto si fa sul serio, perché è proprio da questa pulizia del sentimento che si può trovare il coraggio di ridare un'occhiata al mondo. (Emanuele Santoro)

Recital da testi di Giorgio Gaber e Sandro Luporini
Voce recitante Emanuele Santoro
Musiche dal vivo Claudia Klinzing
e.s.teatro Lugano