Worlds Festival Breve pazienza di ritrovarti

Nel gorgo di salute e malattia


Incontri & Letture

Giovanni Fontana nasce a Mendrisio nel 1959, insegna presso il liceo cantonale di Lugano 2. Ha pubblicato studi filologici (Cantare di Madonna Elena, Accademia della Crusca,) e saggi su prosatori e poeti del Novecento come Emilio Tadini, Giorgio Orelli e Mario Luzi, cui ha dedicato il volume Il fuoco della creazione incessante. Studi sulla poesia di Mario Luzi.

Il libro di Giovanni Fontana è la sua opera prima di narrativa (ha già pubblicato opere di critica letteraria), pur avendo 56 anni e dunque una piena maturità. Questo suo primo libro ha vinto subito il Premio svizzero di letteratura 2015 proprio perché i giurati hanno riscontrato in Fontana una matiurità stiistica, appunto, di notevole valore.

L’autore dimostra di avere una ricca padronanza di scrittura e di possedere un sicuro fondo di cultura letteraria (del resto egli è docente di italiano in un liceo di Lugano). La sua opera non è di lettura facile, non è certo di „intrettenimento“, e neppure allegra. Spiazza chi legge, lo turba, lo fa sentire a disagio. Ha qualcosa addirittura di „maladif“, volutamente: il male in azione della malattia ha molto spesso una brutta faccia. I racconti sono lucidi, senza nessuna tentazione sentimentale. Sono spesso duri. Questa negatività può essere un impedimento al godimento della lettura ma affonda la lama di una scrittura rigorosa e alta dentro la carne viva della sofferenza. Non tutti i libri possono divertire...

Sono 8 racconti aspri e dolenti, narrano storie di malattia, spesso di natura psichiatrica. Parlano di piccole infelicità private, familiari. La natura profonda e spesso nascosta della malattia produce lacerazioni, estraniazioni, incomunicabilità; cambiano, stravolgono i rapporti familiari e affettivi. Soprattutto quando il male è un „male della pische“, un „male dell’anima“. Lo scrittore narra dolori e ferite interiori e racconta la quotidianità non eroica, spesso morbosa, del „male dentro“, della malattia che insidia ogni ipotesi di felicità.