Regista cinematografico fra i più affermati, autore di film di culto come Gatto nero, gatto bianco e Ti ricordi di Dolly Bell?, Emir Kusturica sa anche essere attore, scrittore, musicista, urbanista e promotore d’arte. Nel segno di una rinascita, che riesca finalmente a superare le immagini di guerra legate ai Balcani, Estival Jazz ospita Kusturica e la sua No Smoking Orchestra, gruppo esplosivo con alle spalle centinaia di concerti e ambasciatore di un’inarrestabile energia gipsy-punk balcanica.

Il tuo è uno degli esempi più evidenti di interdisciplinarità artistica. Cosa ti ha spinto a metterti in gioco a livello musicale?
Ho sempre avuto la passione per la musica e anche per i miei film ha rappresentato un aspetto narrativo importante. Suonavo nella No Smoking Orchestra fin dai tempi di Sarajevo e dopo la nuova collaborazione per Gatto nero, gatto bianco, l’idea di riprendere a suonare è ripartita in Italia, nel 1999, con la Solares Fondazione delle Arti. Suonare dal vivo in quel piccolo tour mi ha fatto capire quanto fosse una forma di espressione che mi appagava emotivamente, nella collaborazione con gli altri musicisti e nella condivisione dei ritmi con il pubblico che balla ai nostri spettacoli.

I film e la musica. Due modi diversi per raccontare le stesse storie?
In un certo senso sono due aspetti molto simili della creatività che si compenetrano e si completano. Inoltre fare film per un autore come me è sempre più difficile in un mondo che vede il cinema solo come prodotto da commercializzare, quindi continuare a suonare in giro per il mondo, a scrivere testi e musica su come vanno le cose secondo il nostro punto di vista, è una bella opportunità. Siamo appena stati in Cina, in Sud America, in Russia e stiamo attraversando l’Europa con il nostro misto di sonorità balcaniche, punk, folk e jazz. Trasformiamo ogni concerto in un momento di catarsi che viene totalmente ricambiato dall’energia della gente.

Nel mondo balcanico sono presenti, come i tuoi film ci hanno abituato, atteggiamenti grotteschi, momenti esilaranti ma struggenti. Caratteristiche ed emozioni che hai ritrovato nei No Smoking Orchestra?
Veniamo da una terra tragica che ha attraversato momenti molto duri nella sua storia e questo aspetto di affrontare la vita con ironia credo sia un modo giusto per poter sopravvivere agli eventi e alle avversità che ci si presentano davanti. L’arte che più amo ne ha sempre fatto uso – penso per esempio a Federico Fellini – e attraverso il grottesco e lo scherzo possiamo abbattere anche le cose più brutte e terribili; tutto diventa più accettabile e possiamo continuare a tirare avanti. Con un pizzico di melancolia.