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Asasello Quartett e Edna Stern
Non è un caso che l’Asasello Quartett e Edna Stern abbiano riunito in un unico programma tre grandi compositori come Bach, Mendelssohn e Brahms.
J.S. Bach (1685-1750), è probabilmente il più rispettato compositore di tutti i tempi. Anche se Bach non venne mai dimenticato dai compositori e i musicisti delle epoche successive, la sua musica però non era nota al pubblico. La grande riscoperta di Bach e dei suoi capolavori è dovuta in gran parte a Mendelssohn: nel 1829, appena ventenne, arrangiò e diresse a Belino la Passione di S. Matteo. E nel 1837, Mendelssohn eseguì proprio il Concerto in re minore BWV 1052 alla Leipzig Gewandhaus: Schumann, nella sua recensione, deplorò il fatto che un concerto di questa bellezza fosse rimasto non pubblicato.
Composto nel 1827, il quartetto d'archi op. 13 di Mendelssohn, nonostante il numero d’opera, fu in realtà il suo primo quartetto d'archi. Mendelssohn fu molto affascinato dai quartetti per archi di Beethoven: Lucy Miller dichiarò che «questo quartetto [op. 13], si rifà profondamente alle tecniche compositive dell’ultimo Beethoven, e lega la forma classica all’espressione romantica».
Brahms (1833-1897) è spesso considerato sia un tradizionalista che un innovatore. Fu un maestro nel contrappunto, e i temi di alcune delle sue opere sono modellate proprio su temi musicali di Bach, come quello dell'Arte della Fuga, nel finale della Sonata per violoncello n °1, o nella Cantata n ° 150, e nel tema della Passacaglia dell’ultimo tempo della 4a sinfonia.
Pubblicato nel 1865, il quintetto con pianoforte op.34 è un brano della maturità, uno dei grandi capolavori di musica da camera del compositore: si caratterizza per il grande equilibrio formale e quello tra i ruoli del pianoforte e del quartetto d’archi.
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